Per fortuna il web!
05 Opportunità di vendita online
Cos’è
Per e-commerce si intende sia il complesso delle transazioni commerciali che avvengono in Rete, legate alla compravendita di prodotti e servizi di varia natura, sia il luogo virtuale (eShop aziendale, marketplace) dove le stesse avvengono grazie a infrastrutture e interfacce dedicate.
In questi quasi trent’anni la vendita tramite Internet di beni e servizi è cresciuta esponenzialmente. Secondo Casaleggio Associati, che ogni anno pubblica un report sullo stato dell’e-commerce, a fine 2019 il fatturato globale legato al commercio elettronico era superiore a 15.700 miliardi di dollari. Di questi oltre un quinto sarebbe riferibile agli acquisti b2c e si tratta di un dato che, se letto attentamente, suggerisce come gli acquisti online degli utenti finali stiano gradualmente rimpiazzando gli acquisti fisici: già oggi l’e-commerce B2C rappresenterebbe oltre il 14% del totale della vendita al dettaglio; è una percentuale in crescita di oltre il 15% rispetto alla sola rilevazione precedente.
Come funziona
Uno dei metodi più diffusi per mettere in piedi e gestire un negozio su Internet è affidarsi a un CMS, sigla che sta per Content Management System e identifica un sistema abbastanza facile da usare (anche per coloro che non hanno conoscenze di programmazione e/o Web design) per allestire e gestire tutte le parti di un sito. Ci sono tanti CMS tra cui scegliere, alcuni dei quali focalizzati proprio sulla realizzazione di negozi online.
Con un sito e-commerce potrai vendere dei prodotti e, in base al tipo di clientela a cui ti rivolgerai, dovrai sviluppare un progetto online diverso, focalizzato su determinati obiettivi. Ecco quali sono le principali tipologie di e-commerce.
- B2C (Business to Consumer), è forse il sistema di vendita più conosciuto, cioè quello che intercorre tra un’azienda e un consumatore.
- B2B (Business to Business), è un canale di vendita tra due aziende o due professionisti.
- C2C (Consumer to Consumer), si tratta di compravendite tra soggetti considerati consumatori. Un classico esempio di commercio C2C sono le aste o le vendite tramite annunci.
- C2B (Consumer to Business), cioè quando dei soggetti che hanno prevalentemente il ruolo di consumatori, offrono dei servizi ad aziende o professionisti: è una tipologia poco diffusa di e-commerce.
Oltre a ciò, si può stilare una lista anche delle diverse metodologie con cui può avvenire lo scambio degli articoli in vendita sull’e-commerce, tra consumatore e venditore. Pertanto, un e-commerce può essere così distinto:
- Diretto, cioè associabile alla vendita di servizi online, ci cui tutto avviene online (ad esempio l’acquisto di un webinar o di un videocorso, di un servizio di TV on demand e così via).
- Indiretto, quando il venditore cede al consumatore un bene fisico, che gli viene spedito. Una variante può essere indicata in un sistema misto, nel quale si conclude il pagamento di un bene online e poi lo si ritira in un punto vendita.
- Cibernetico, cioè quando il venditore, di fatto, è un software e il contratto di acquisto si conclude sul Web. Un esempio tipico di questa variante di spesa è la ricarica telefonica.
Se hai già un’attività e vuoi espandere il tuo pubblico una delle prime opzioni da compiere è l’apertura di un e-commerce, cioè di un vero e proprio sito Web dedicato alla vendita di prodotti e servizi.
Anche se può sembrare un’operazione complicata, ci si può affidarti a servizi che permettono di raggiungere questo obiettivo in pochissimo tempo e senza conoscenze in ambito tecnico. Tra questi servizi si può individuare Shopify.
Nonostante Shopify sia un ottimo strumento per creare il tuo e-commerce, esistono anche soluzioni differenti che potrebbero fare al caso tuo. Se hai adeguate competenze tecniche, puoi ad esempio creare un tuo e-commerce da zero, personalizzandolo come vuoi, installando un CMS (ovvero un Content Management System, un sistema di gestione dei contenuti) su uno spazio Web acquistato separatamente, al quale associare un dominio, da acquistare anch’esso separatamente.
Se non vuoi aprire un e-commerce tutto tuo ma vuoi comunque avere una vetrina online attraverso la quale proporre i tuoi contenuti al pubblico, puoi rivolgerti a uno degli shop online che permettono la vendita di oggetti e beni direttamente sulla propria piattaforma.
I dati sull’e-commerce in Italia mostrano chiaramente come siano aumentati nel tempo gli acquisti da mobile: oltre il 76% dei consumatori italiani del campione di Casaleggio Associati ha acquistato nel 2019 almeno una volta tramite device come smartphone o tablet, facendo sì che il canale mobile contasse per oltre il 43% del fatturato e-commerce delle aziende italiane.
Il dato italiano rispecchia il successo globale del mobile commerce. Successo a partire dal quale sono cominciate, tra l’altro, a proliferare nel tempo forme derivate di commercio elettronico come il social commerce o l’ instant shopping : oggi, cioè, non solo è possibile comprare online direttamente da smartphone o tablet, ma lo si piò fare senza interrompere la navigazione o l’attività che si sta svolgendo sui social e sempre in maniera istantanea. A questo servono feature come il bottone Compra su Instagram o i più recenti Facebook Shops.
Basta già questo a rendersi conto di come il futuro del retail sarà sempre più votato all’omnicanalità: il customer journey3 , cioè, potrà iniziare dai canali social del proprio fashion brand preferito dove prendere ispirazioni per look e outfit, proseguire in negozio per provare capi e accessori e concludersi poi nel negozio online o tramite app, magari approfittando di sconti o promozioni dedicati a chi acquista online e comunque di tutta la comodità di ricevere direttamente a casa i propri acquisti.
3. Il Customer journey è il processo che caratterizza l’interazione tra consumatore e azienda. Questo “viaggio”, che parte dal bisogno di un prodotto/servizio, termina con l’acquisto. Le varie tappe del percorso, online e offline, sono chiamate touchpoint.
Vantaggi
Oggi aprire un e-commerce è una sicura fonte di introiti in più, soprattutto in considerazione della possibilità di raggiungere, 24 ore su 24, un pubblico globale e non più solo di prossimità.
I vantaggi dell’e-commerce, però, anche per business che nascono come tradizional, vanno al di là della possibilità di incrementare il fatturato e ampliare la propria customer base: vendere online permette di risparmiare su alcuni costi di gestione (per esempio quelli legati alla logistica e alla distribuzione) e, più in generale, può contribuire a ottimizzare inventario e organizzazione di scorte e magazzino, soprattutto se si usano software per e-commerce con funzioni ad hoc.
Aprire un e-commerce e vendere online permette di specializzarsi su nicchie di mercato altrimenti difficili da raggiungere tramite negozi tradizionali.
Inoltre, grazie alla grande quantità di dati che gli utenti disseminano in Rete ogni giorno con le loro attività più comuni, è più facile quando si vende online impostare campagne di marketing data-driven1 e quindi comunicazioni personalizzate e mirate per il singolo utente che aiutino le conversioni. Più in generale i “piccoli dati” su cosa fanno gli utenti quando sono intenzionati ad acquistare online o come si muovono attraverso le pagine dell’e-commerce, insieme all’ottimizzazione del sito, possono rendere più su misura e coinvolgente l’esperienza d’acquisto.
I siti di commercio elettronico possono porre sfide inedite ai merchant che per la prima volta intendano vendere online. Aprire un negozio virtuale, a meno di non ricorrere a soluzioni semplificate come quelle offerte dalle campagne shopping su Google o dai vari marketplace2, richiede infatti un investimento iniziale non indifferente. Più in generale può non essere facile gestire logistica e distribuzione online, così come prevedere un servizio di customer care e di assistenza postvendita dedicati o delle policy chiare per il reso per esempio. Senza contare che è di fondamentale importanza dare un ampio ventaglio di scelta ai propri acquirenti quanto a metodi di pagamento digitali facili e sicuri e accertarsi di aprire un e-commerce a norma di legge
1. Essere data-driven significa farsi guidare dai numeri, avere un approccio basato sui dati, per prendere decisioni informate, basate su fatti oggettivi e non su sensazioni personali.
2. Una piattaforma di commercio elettronico che, mediante l’uso di un sito web o un’applicazione, mette in contatto coloro che offrono un prodotto o un servizio con dei possibili acquirenti. Su questa piattaforma sono presenti più aziende, che offrono un’ampia scelta di prodotti e prestazioni.
Soluzione
Nella scelta tra e-commerce proprietario vs marketplace andrebbero tenute in conto alcune variabili. Un negozio virtuale proprietario permette un grado maggiore di personalizzazione ai più diversi livelli: dall’interfaccia grafica ai range di prezzo, passando per le politiche di reso applicabili. Di contro richiede di investire in figure specializzate, interne all’azienda o in outsourcing , che possano gestirlo efficacemente e di allocare una certa quantità di budget a servizi come l’assistenza vendita e post vendita, elementi che quando si vende su un marketplace invece sono in genere inglobati dal servizio clienti del marketplace stesso. Certamente nei marketplace c’è molta concorrenza per quasi ogni categoria di prodotto e si rischia che chiunque cerchi un proprio prodotto da acquistare online si imbatta in prodotti dei propri competitor a prezzi più vantaggiosi o a un miglior rapporto qualità-prezzo. D’altro canto, però, se sfruttati al meglio meccanismi e impostazioni dei marketplace riescono a dare più visibilità a brand e prodotti, soprattutto se non si tratta di prodotti best seller o love brand4.
La componente fiducia è piuttosto importante per chi fa shopping online: è più facile, cioè, che si compri direttamente del negozio online di un big brand o di un’azienda rinomata che non da quello di una startup o di un produttore di nicchia, dal momento che la notorietà del brand si traduce in una maggiore sicurezza percepita anche per quanto riguarda pagamenti, velocità di spedizione, ecc. Quanto detto fin qua basta a capire perché i marketplace possono essere la soluzione più adatta per i piccoli produttori o per aziende alle prime armi nella vendita online. Naturalmente anche la semplicità di gestione conta: in genere essa è maggiore nel caso dei marketplace, dal momento che chi vende non deve occuparsi – o non totalmente, almeno – di logistica o distribuzione.
4. Un Love brand è, secondo alcune teorie di marketing di inizio Duemila, un brand in grado di creare una relazione unica nel suo genere con i consumatori, relazione in cui la fedeltà – e l’amore, appunto – vanno ben oltre le scelte razionali.
Come strutturare un e-commerce
Nel cuore dell’e-commerce, cioè il negozio online vero e proprio, sarà presente il Catalogo dei prodotti e dei Filtri che aiuteranno l’utente a trovare ciò che cerca.
Per quanto riguarda la definizione dello Shop e delle schede prodotto, può variare a seconda dello strumento usato per allestire il sito ma, in linea di massima, dovresti avere a disposizione un pannello di controllo, che ti permette, appunto, di effettuare la Gestione del catalogo, l’inserimento e la modifica dei prodotti, così come la Gestione dei pagamenti e dei dati degli utenti.
Saranno necessarie le pagine “classiche” presenti in ogni sito Web: prima di tutto, una Home page, all’interno della quale siano ben chiari il tuo logo, le informazioni su quello che fai e i servizi che metti a disposizione degli utenti e un “riassunto” dei contenuti del sito, trasposto attraverso aree collegate a dei link, che rimandano, ad esempio, ai prodotti più venduti, alle novità del momento e alle offerte del periodo.
Sarà molto utile definire anche una pagina denominata Chi siamo, per far conoscere meglio agli utenti la tua biografia e dare valore all’attività, così come una pagina detta Contatti, che consente la comunicazione e lo scambio d’informazioni.
Creare un e-commerce implica un investimento iniziale per sostenere i costi (come quelli per la realizzazione del sito, il lavoro del personale, le attività promozionali) e un business plan che permetta di identificare il target al quale ci rivolgiamo con la nostra attività, l’importo del carrello medio (ovvero quanto possono spendere mediamente gli acquirenti), i tempi per rientrare dell’investimento iniziale e raggiungere il punto di pareggio del nostro business.
Cosa serve per creare un e-commerce
Step 1: l’analisi di fattibilità
È importante svolgere un’analisi di fattibilità del nostro progetto imprenditoriale. In particolare, dobbiamo porci le domande corrette:
- Quanta competizione c’è nel settore che intendiamo presidiare? Da quali competitor è composta? Quali sono i loro punti di forza e le loro debolezze?
- Che tipo di prodotti offriamo ai nostri potenziali clienti? E quali sono i punti di forza dei nostri articoli
- Quali valori desideriamo trasmettere ai nostri visitatori?
- Qual è l’investimento iniziale che possiamo affrontare? In quanto tempo prevediamo di rientrare del nostro investimento e raggiungere il punto di pareggio?
- Quale deve essere il valore medio del nostro carrello per poter raggiungere gli obiettivi economici che ci siamo posti?
Step 2: il software
Definito il business plan, ci troviamo davanti a due possibilità ben diverse per la costruzione del nostro sito di vendita:
1. è possibile decidere di realizzare un sito e-commerce da zero. Si fa affidamento ad una software house, che realizza il codice in accordo con le specifiche fornite dall’imprenditore, imposta i canali di pagamento adeguati, studi il layout delle pagine dei prodotti e di altre aree del sito.
2. è possibile ricorrere alle piattaforme opensource, create appositamente per la realizzazione di siti e-commerce. Grazie a questi sistemi avrete la possibilità di creare un sito e-commerce di alto livello, con tantissime funzionalità già presenti nel sistema.
È quindi chiaro che piattaforme Ecommerce CMS (Content Management System) come Shopify, Prestashop e Magento risultano più convenienti, specialmente per chi desidera aprire un sito e-commerce professionale e performante senza investire cifre troppo elevate.
Step 3: il personale
Una volta pensato a quale delle due soluzioni fare riferimento per la parte informatica del nostro negozio, dovrete identificare le risorse umane che possono occuparsi del sito. Inizialmente, potrete impiegare la professionalità del personale già disponibile, anche considerando che molte delle attività “tipiche” di un’azienda, sono le stesse richieste dal sito. Una volta raggiunto un volume di vendite importante e consolidato, vi potrete avvalere di personale specificamente dedicato allo store online.
Step 4: le attività web marketing
Si tratta del passaggio più delicato e spesso sottovalutato. È bene quindi sottolineare che l’assenza di attività di promozione e ottimizzazione del sito rischia di rendere il vostro e-commerce invisibile ai potenziali utenti.
Nel dettaglio del web marketing bisogna occuparsi di:
Ottimizzazione per i motori di ricerca
I vostri visitatori cercheranno i vostri prodotti digitando quello che desiderano direttamente su Google. Le attività di SEO (Search Engine Optimization) permettono al vostro negozio di essere correttamente indicizzato e ottimizzato per le chiavi di ricerca, rendendone le pagine rintracciabili tra le prime posizioni organiche dei risultati del motore di ricerca. Queste attività si traducono in un aumento della visibilità e nell’acquisizione di traffico targettizzato: sul vostro sito giungeranno quindi visitatori fortemente interessati ai prodotti che venderete.
Campagne pay per click
Proprio come accade per un negozio fisico, una volta aperti i battenti (virtuali nel caso degli shop online) è necessario far sapere ai potenziali clienti che siete in attività. Nella maggior parte dei casi, a meno che abbiate un brand molto forte e riconosciuto, gli utenti arriveranno al vostro sito tramite la ricerca di prodotti, che voi dovrete far sapere di avere in vendita, tramite strumenti ben precisi. I più famosi e utilizzati sono Google Shopping, Trovaprezzi grazie a questi e altri comparatori di prezzi chi naviga riuscirà a scoprire il vostro catalogo;
Circuiti di affiliazione
Un’altra valida opportunità è offerta da piattaforme come AWIN5 o Tradedoubler6, dove è possibile creare il proprio programma di affiliazione ed estenderlo agli editori presenti nella piattaforma riconoscendo una percentuale per ogni transazione;
Market Place
È possibile inviare i nostri prodotti anche a marketplace come ad esempio Amazon o Ebay, in questo caso non dovremo sostenere quasi nessun costo di promozione, ma dovremo riconoscere una provvigione in caso di vendita di un prodotto;
Social Media Marketing
Il passaparola è fortissimo su Youtube, WhatsApp, Facebook, Instagram e Twitter. Su queste piattaforme sociali è possibile raggiungere decine di migliaia di potenziali acquirenti, sia utilizzando inserzioni pubblicitarie targettizzate, sia sfruttando le strategie per gestire i social.
5. https://www.awin.com/it
6. https://www.tradedoubler.com/it/
